Negli adulti, molti sintomi dolorosi o atteggiamenti posturali, sono condizionati dal proprio stato mentale. Il classico esempio che spesso viene proposto è dell’individuo che vivendo una situazione di forte delusione difficilmente camminerà a testa alta e petto in fuori, ma anzi, avrà probabilmente testa bassa con spalle e schiena ricurve in avanti. Cronologicamente stiamo vivendo in un periodo in cui molta gente è fortemente stressata o depressa per motivi personali o lavorativi. Questa condizione a lungo andare porterà delle ripercussioni negative anche a livello posturale. Facile trovare un soggetto stressato soffrire di emicranie ricorrenti o dolori di schiena in zona cervicale o lombare. Inevitabile pensare che la quarantena appena vissuta porterà ad un peggioramento di tutte quelle condizioni di cui abbiamo parlato prima.

Sentiamo spesso parlare di benessere psico-fisico: è ormai evidente che il corpo ‘parla’, in quanto corpo e mente sono dimensioni dello stesso sistema, ed è impossibile pensare di portare beneficio ad uno di essi senza avere cura e attenzione per l’altro.

Probabilmente a livello razionale ci può sembrare che lo stress provato in questo lungo periodo di chiusura forzata e di lontananza dagli affetti non abbia lasciato tracce su di noi, ma emotivamente ci siamo trovati ad affrontare una situazione mai vissuta prima: quando proviamo uno stato ansioso ciò spesso si ripercuote sulla zona cervicale perché è come se vivessimo sempre allerta per un pericolo imminente e il non permetterci di abbassare la guardia ci provoca un forte stato di tensione, che si accumula sui nostri muscoli.

Non è raro che chi soffre di ansia o di attacchi di panico riferisca anche dolori allo stomaco e agli arti, proprio perchè, passato l’apice della paura, il corpo si rilassa e la tensione che si allevia ci fa notare quanto prima tutto il nostro corpo fosse teso.

La sinergia tra la Dott.sa Francesca Falbo, Psicologa e Psicoterapeuta ed il Dott. Paolo Brizzi Chinesiologo e Osteopata avrà come obiettivo, quello di dare semplici ma efficaci suggerimenti su come poter gestire questo periodo di particolare difficoltà.

Come Chinesiologo e Osteopata posso suggerire a chiunque legga questo breve articolo a prendere questa “Fase 2” come una scusa per iniziare a fare un minimo di attività fisica. Attività di qualsiasi tipo, come semplici passeggiate, stretching a casa, giri in bicicletta o altro a proprio piacimento.  Attività che avranno come obiettivo quello di scaricare tensione nervosa, riattivare il sistema cardiocircolatorio, riattivare la muscolatura e magari anche perdere qualche Kg di troppo accumulato durante la quarantena. Non strettamente necessario, ma utile, sarebbe un controllo osteopatico per migliorare la propria condizione posturale e affrontare con maggior serenità non solo l’attività fisica scelta, ma anche la propria giornata. 

Come psicoterapeuta posso consigliare di riaffacciarsi alla vita quotidiana a piccoli passi, dandosi tempo e ascoltando ciò che il nostro corpo e la nostra mente ci raccontano: impariamo a respirare quando ci sentiamo appesantiti da paure e pensieri e impariamo a dare un nome a tutti quegli stati emotivi che definiamo ‘ansia’ o ‘depressione’, perché questi termini racchiudono una gamma vasta di sensazioni diverse, che se non elaborate e nominate diventeranno tensioni e dolori fisici.